Combattere l’immigrazione illegale non è razzismo
“Non è destra: è buonsenso. Non è razzismo: è governo. Non è xenofobia: è legalità”.
Claudio Cerasa sul Foglio cita “il più importante leader della sinistra europea, Keir Starmer” che, scrive il direttore, “ieri ha scelto di mettere al centro del dibattito pubblico del proprio paese un tema che nessuna grande sinistra europea oggi ha il coraggio di considerare cruciale, dirimente e dirompente”.
Il tema, naturalmente, ha a che fare con uno dei grandi tabù delle sinistre mondiali, uno dei grandi temi rimossi dall’agenda del progressismo europeo, uno dei tanti temi che la sinistra ha regalato alla destra nonostante non riguardi la destra ma riguardi semplicemente la legalità: il tema dell’immigrazione illegale.
Il punto è semplice: se non hai il diritto di stare in questo paese, allora non dovresti stare qui.
La critica indiretta di Starmer è al fronte politico europeo che tra la difesa della legalità e la difesa dell’immobilismo, quando parla di immigrazione, sceglie la difesa dell’immobilismo, senza capire che non dare risposte sull’immigrazione, o dare solo risposte umanitaristiche, significa alimentare quella spirale di insicurezza che porta a rafforzare il populismo e significa anche essere ‘ingiusti nei confronti degli stessi migranti illegali perché si tratta di persone vulnerabili, sfruttate senza pietà da bande vili’.
Nel farlo, Starmer, oltre ad aver indicato l’intenzione di rivedere l’applicazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutela il diritto alla vita familiare, poiché spesso viene invocato per evitare l’espulsione, ha messo al centro del suo ragionamento anche un altro tabù, che era l’essenza del messaggio della Brexit: uscire dall’Europa, fare da soli, per riprendere il controllo dei propri confini.
Starmer ha detto che no, ‘nessun paese può farcela da solo’, e anche per governare l’immigrazione illegale occorre ‘cooperazione internazionale’.
La sveglia di Starmer è rivolta al proprio paese, ma è una sveglia universale al centro della quale vi è un messaggio importante: governare i confini, renderli sicuri, ribellarsi all’idea che chiunque voglia venire nei nostri paesi debba poterlo fare, significa lavorare per la legalità e significa riprendere il controllo sul proprio paese dalle isterie populiste.
“Dove si crea un vuoto – conclude – arrivano gli estremisti. Dove il vuoto viene occupato dai partiti riformisti, si fa politica”.
Claudia Treves
Commenti
Combattere l’immigrazione illegale non è razzismo — Nessun commento
HTML tags allowed in your comment: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>